Dove siamo

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L’AREA GEOGRAFICA

Il Casentino, così è denominata la porzione iniziale della valle del fiume Arno, è caratterizzata da una storia geologica che la accomuna alle altre vallate della provincia di Arezzo e della Toscana: si tratta di antichi bacini lacustri successivamente prosciugatisi a causa dei mutamenti climatici, le ere glaciali, e dei sollevamenti tettonici quaternari. Pur possedendo le caratteristiche di una vallata montana, e la cerchia di monti che lo circondano (il Pratomagno a ponente, l’Appennino Tosco-Romagnolo a levante) rendono bene questa peculiarità (sono quasi ovunque superiori ai 1000 m. di altitudine), il Casentino  possiede caratteristiche peculiari: il fiume Arno, dal monte Falterona, in pochi chilometri scende dai 1400 ai 450 metri; il fondovalle alluvionale ampio, i versanti dolci, i numerosi terrazzi lo rendono adatto all’insediamento dell’uomo ed alle sue attività.

Il versante occidentale, meno soleggiato poiché rivolto a levante, è quasi ovunque rivestito da prati e boschi ed è caratterizzato da piccoli centri e nuclei arroccati. Il versante orientale, rivolto a ponente, è stato invece più intensamente investito, data la posizione geografica, dalle attività agricole ed è caratterizzato da un maggiore insediamento sparso, costituito da aziende agricole, antichi poderi e pochi nuclei abitati.

LE VIE DI COMUNICAZIONE E IL FALSO MITO DELLA “VALLE RINCHIUSA”

A causa della cerchia montana che lo circonda, il Casentino è stato a lungo denominato “valle rinchiusa”. Tale definizione non tiene conto dell’esistenza dei numerosi passi appenninici, degli antichi “tratturi”, i tipici percorsi della transumanza,  che hanno disegnato una primaria rete di comunicazione trans-valliva: quest’ultima, collegava questa porzione di Appennino con la Maremma.

E che dire della viabilità storica: la Via “Romea”, la strada dei pellegrini, la Flaminia Minor, conosciuta in epoca medievale come “Via Maior”, nonché Bibbiena, lo snodo centrale della viabilità storica ed attuale. Le specificità fisico-geografiche fanno di questa conca appenninica un’area in cui le risorse forestali , boschi e foreste di abeti, faggi, querce, castagni, la ricchezza d’acqua ,numerosi affluenti di destra e di sinistra dell’Arno, i terreni alluvionali del fondovalle, le vie di comunicazione, hanno permesso all’uomo di dar vita a peculiari forme di insediamento e di produzione.

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